Forse non tutti sanno che… Belleville offre anche un servizio di coaching narrativo individuale – Belleville News

Forse non tutti sanno che… Belleville offre anche un servizio di coaching narrativo individuale

Ma in cosa consiste? Come funziona e a chi può essere utile? Ce lo spiega Davide Borgna, che dei servizi editoriali di Belleville è il coordinatore e il responsabile.

Buona lettura!

1. A chi si rivolgono i servizi editoriali di Belleville?

A chiunque abbia il desiderio di scrivere e di confrontarsi con un “lettore tecnico” in grado di analizzare il testo per capire se funziona, come funziona e perché funziona. A prescindere dallo stato di avanzamento della scrittura – sia che si tratti, cioè, di valutare un dattiloscritto completo o solo l’idea per un romanzo o un racconto – , il primo passo è sempre la programmazione di una sessione orientativa: un incontro di mezz’ora nel quale ci si conosce, si inquadrano le aspettative e i bisogni di chi sceglie di avvalersi di questo servizio e si impostano i contenuti, le modalità e i tempi dell’eventuale lavoro di coaching da svolgere insieme. 

2. Quali sono i passi successivi alla sessione orientativa? 

Dopo la sessione orientativa, l’autore o autrice che scelga di continuare nel percorso ha due opzioni: richiedere la scheda manoscritto – una puntuale analisi scritta delle caratteristiche di un testo (romanzo, racconto, raccolta di racconti) che mira a evidenziarne punti di forza e debolezze e a fornire suggerimenti per la revisione; o l’editing online: un percorso che alla lettura del testo da parte del coach fa seguire uno o più incontri in diretta su Zoom della durata di un’ora, durante i quali confrontarsi “in diretta” sul merito del testo. Il calendario degli incontri è modulabile in base ai tempi, alle necessità e agli impegni dell’autore o autrice, di modo che tra una sessione e l’altra ci sia il tempo di riflettere, di scrivere o riscrivere. 

3. Quale metodo consigli per sviluppare un’idea narrativa?

Il mio consiglio è trattare il racconto/romanzo che si ha in testa come se fosse un film, cioè iniziare dalla stesura di una scaletta sintetica: 10/15 punti che obblighino l’autore a tradurre l’idea in una serie di scene consecutive. Questo non perché la narrativa debba appiattirsi sui modelli di narrazione offerti dal cinema o dalle serie tv, ma per provare a rispondere alle difficoltà che molti aspiranti scrittori incontrano nel “dare corpo” alla storia. La scaletta obbliga chi scrive a compiere una serie di scelte, a ragionare in termini di ambientazione, personaggi, conflitti, azione. Chi è il protagonista? Dove si svolgono i fatti? Soprattutto, cosa succede? Per trasformare l’idea narrativa, prima in storia, poi in intreccio, è necessario porsi queste domande.

4. Quanto è importante il processo di rilettura e revisione di un proprio testo e perché?

Spesso nel rileggersi si constata come le nostre intenzioni, ciò che desideriamo esprimere, si infrangano contro la concretezza della lingua, che non sempre riflette davvero ciò che avevamo inteso affidarle. Specularmente, quando a leggerci è un altro, può capitare che dalla lettura emergano significati che noi non avevamo previsto. Lo scopo della revisione a mio avviso consiste nel rendere il testo più aderente alle nostre intenzioni espressive, nell'”affilarlo” perché colpisca il lettore esattamente nel punto e nel modo da noi desiderati. Perché si tratta sempre di comunicare il nostro punto di vista sul mondo, come scrive anche Stephen King in On Writing: «Voglio che sappiate che io c’ero».

> Clicca qui per consultare la pagina dedicata ai servizi editoriali di Belleville.

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