Mix tape di Sebastiano Mauri – Belleville News

Mix tape di Sebastiano Mauri

Mix tape: si chiamavano così le musicassette che gli amici si scambiavano negli anni Ottanta, mixando artisti e brani secondo il gusto e l’umore. Nelle “Mix tape” di Belleville un ospite ogni volta diverso consiglia i libri, le riviste, i podcast, i dischi, i film che più lo hanno appassionato e ispirato.
Questa settimana tocca a Sebastiano Mauri, artista, scrittore e regista, che al nostro invito ha risposto così:

Romanzo: Le cattive di Camila Sosa Villada (Edizioni Sur, 2021, edizione originale 2019).
Sosa Villada mi ha steso con questo romanzo allo stesso tempo crudo e fantastico. Irrompe con maestria nella tradizione latinoamericana del realismo magico affiancando diverse solitudini di donne trans, sopravvissute al marciapiede, alla povertà e a una società che le disdegna, per creare una comunità in cui la reciproca cura si sostituisce all’emarginazione. 
Senza mai addolcire la pillola o ricorrere all’autocommiserazione, ci porta con tagliente ironia – meravigliati e affranti a ogni passo – nel backstage emotivo di un mondo che pochi hanno conosciuto, ma tanti hanno giudicato.

Mostra: KENÉ di Sara Flores al CLEARING di New York fino al 22 dicembre 2022.
Le strepitose opere dell’artista contemporanea Sara Flores sono la punta di diamante dell’antica tradizione pittorica del popolo amazzonico Shipibo Conibo, che vive sulle rive del fiume Ucayali nell’odierno Perù.
Gli intricati disegni geometrici dipinti su tessuto possono essere interpretati come canzoni visive, sistemi di comunicazione con il non umano, o ancestrali intuizioni grafiche della realtà descritta dalla moderna fisica quantica. Il legame tra pittura e esperienza sciamanica è indissolubile nelle opere di Flores: pratica artistica ed ecologica sono due facce della stessa medaglia. Arte come maestra, come medicina e come sostenibilità applicata. Consigliato a tutta la famiglia.

Canzone: Makeba di Jain (2015).
Il pop hit Makeba è un omaggio multiculturale alla cantante e attivista sudafricana Miriam Makeba,“la vera bellezza dei diritti umani”. 
È la canzone che scelgo se voglio far partire una pista da ballo. Ho una fiducia cieca nel suo potere di indurre le persone a scuotere le anche. Forse proietto sugli altri l’effetto che ha su di me, perché mi basta sentirne l’attacco per trasformarmi nel Kevin Kline di In & Out, incapace di resistere al richiamo della giungla di I Will survive.
Inizio a battere il piede e il resto del corpo segue ipnotizzato.

Film: To be or not to be di Ernst Lubitsch (1942).
Una delle commedie più esilaranti che abbia mai visto:”To be or not to be” (di cui Mel Brooks fece un noto remake nel 1983) segue una compagnia teatrale durante l’occupazione nazista di Varsavia intenta a infiltrare le truppe tedesche attraverso l’arte della finzione, il travestimento e il sotterfugio. Quando il film uscì nelle sale, la scelta di attaccare la ridicola ideologia e gerarchia nazista attraverso gli strumenti della satira scandalizzò il pubblico americano. Ci volle tempo prima che venisse riconosciuto come quel classico della comicità cinematografica che è considerato oggi e che ha ispirato film come “Train de Vie” e “La vita è bella”.

Saggio: Le emozioni nascoste delle piante. Come si esprimono, comunicano e interagiscono i vegetali di Didier Van Cauwelaert (Feltrinelli, 2018).
Nonostante la vita vegetale rappresenti la stragrande maggioranza della biomassa sulla Terra e ci fornisca aria respirabile, acqua potabile, cibo, medicine, fibre tessili e riparo, la nostra visione antropocentrica dell’universo ci porta a pensare che sia una sorta di mondo inerme, passivo e incosciente. Il romanziere e botanico Van Cauwelaert ha scritto un saggio breve, emozionante e molto scorrevole, che ci invita a mettere in discussione le nostre granitiche certezze di superiorità evolutiva. In poche pagine riesce a farci intraprendere un viaggio sorprendente e illuminante attraverso il complesso mondo emotivo, cognitivo e comunicativo delle piante.
Guarderete l’insalata con occhi diversi.


> Leggi qui gli altri articoli della rubrica “Mix tape”.

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