Il racconto vincitore della borsa di studio per “Mondi lontanissimi. Scrivere la fantascienza” – Belleville News
Il racconto vincitore della borsa di studio per “Mondi lontanissimi. Scrivere la fantascienza”
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Lo Sbranapianeta di Federica Helferich è il racconto vincitore della borsa di studio per il seminario online Mondi lontanissimi. Scrivere la fantascienza con Laura Pariani e Nicola Fantini, in programma dal 29 settembre.

Il racconto descrive la visita di un alieno proveniente dal pianeta Havicurya e incaricato di valutare l’acquisto della Terra. Accolto in un sontuoso resort tra le montagne, il protagonista comincia da subito a notare alcune stranezze nell’apparente, idilliaca perfezione del contesto. Il racconto dosa sapientemente la tensione grazie ai dettagli d’ambiente (la brezza, gli uccellini telecomandati) e alla voce dell’alieno che con freddezza registra l’inquietudine del luogo – in realtà devastato da un morbo misterioso che i terrestri si sforzano con ogni mezzo di nascondere.


Lo Sbranapianeta

Un punto qualsiasi di Terra, 2023.

Una brezza leggera spira nel Resort Oasis. Nel parco, le foglie dei platani ondeggiano e frotte di uccellini telecomandati si riversano nel cielo terso, di un celeste terribilmente simile ai fiorellini di zucchero che mettevamo sui dolci. Una fontana zampilla maestosa.

La stessa brezza si insinua nelle pieghe della tovaglia di lino sul tavolo a cui siede l’Havicur. Come da prassi, ha assunto le sembianze di un umano e stila il suo Report Preliminare al computer.

Giorno 1, 9:35

Appena arrivato, i tutor umani mi scortano sulla veranda del Resort. Dalla mia postazione vedo due montagne scoscese, di un verde intenso, che si incontrano in un enorme bacino d’acqua. Il Resort è immerso in un parco che dondola dolcemente col vento.

Nei tavoli che mi circondano si trovano umani dalle seguenti fattezze: gruppo di 4 persone + animale canino; uomo e donna con lattante; anziane signore in numero di 5; donna con bambino probabilmente da lei stessa generato.

Le loro labbra sono generalmente distese. Parlano e si toccano vicendevolmente. I tutor mi portano in continuazione caffè acquoso e zucchero e anche molte cibarie. Agli altri, invece, non viene portato niente: devono alzarsi e servirsi dalla stanza accanto. Il bambino deve averlo notato, perché mi fissa con degli occhi blu striati come biglie.

Tra poco chiederò di passeggiare nel Resort e saggiare il terreno.

15:45

La passeggiata si è compiuta alla presenza di una piacevole brezza. I tutor hanno relazionato dettagliatamente sulle modalità di semina di tutte le specie di piante ivi presenti nonché sulle vincenti politiche agricole di conservazione e implementazione della fauna e flora terrestre attuate nell’ultimo decennio.

Ho chiesto di uscire dal Resort per esplorare ulteriormente, ma mi è stato risposto che oggi non sarà possibile.

23:04

Terminata cena nella veranda con esecuzioni musicali dei “Maestri della musica della genia umana”.

Avuta conversazione con il piccolo umano. Mi ha chiesto da dove venissi e alla risposta “da Havicurya” ha sgranato le sue biglie e mi ha domandato se quindi fossi io il suo salvatore. Gli ho detto che ad Havicurya non avevamo ancora deciso se acquistare o meno Terra, che stavamo valutando, e che io ero lì per quello. Ha annuito ed è corso dalla genitrice.

L’indomani, una brezza leggera spira nel Resort Oasis. Le foglie dei platani rabbrividiscono e uccellini telecomandati si librano in aria; la fontana, però, è immobile.

Giorno 2, 9:22

Colazione in veranda anche oggi. Mi viene chiesto di confermare che la vista è “mozzafiato”. Mi dico d’accordo. A ora, Terra mi pare una colonia vacanze ottimale per Havicurya – ma con i tutor non mi sbilancio.

Tuttavia noto un’atmosfera strana.

Il numero di caffè portatimi stamattina è diminuito. Ne chiedo il perché al tutor e costui mi pare impallidire. Mi dice che ne arriverà presto dell’altro; raggiunto dall’altra tutor, parlottano fitto. Prendono una bottiglia d’acqua dal tavolo delle cinque signore.

Di nuovo, la mia richiesta di un safari è declinata a causa – mi viene detto – dell’odierna Festa dell’Umana Bontà.

Strano.

12:04

In piscina. I tutor sono sempre nei miei paraggi, e così anche gli altri villeggianti. Mi sembra che stiano bevendo l’acqua della piscina. A bordo vasca sono stato raggiunto dal piccolo umano che mi ha chiesto degli avanzi di caffè. Poi mi ha parlato dei suoi vecchi pesci Karsten e Kevin.

Sua madre l’ha richiamato e – mi pare – sgridato.

23:58

Cena a base di pesce. I tutor mi illustrano l’arte culinaria dei più grandi chef umani, tra cui “L’Artista” del Resort. Mi assicurano che l’indomani potremo fare un safari.

Mentre mi avvio verso la suite vengo raggiunto dal piccolo umano. Mi fissa e chiede se possiamo comprare Terra, perché sua mamma è molto stanca e anche tutti gli altri. Gli chiedo perché, se sono in vacanza, ma scappa via.

Il terzo giorno nessuna brezza leggera anima il Resort Oasis. La fontana e i platani sono immobili, e tra le foglie gli uccellini telecomandati si stanno segretamente squagliando per il caldo. Il cielo è una foschia malata; su tutto domina il Sole.

Giorno 3, 7:30

Sono già in veranda per via del caldo soffocante. Percepisco un nervosismo diffuso, e tutto mi pare cosparso di una polvere bianca molto fine. La tutor mi porta una brochure sulle foreste di Terra. La uso per sventolarmi.

Poco fa ho visto il piccolo umano piangere e gli ho chiesto perché. Piagnucolando mi ha detto che il problema è ovviamente lo Sbranapianeta, la malattia di Terra. Gli ho chiesto di spiegarmi ma ha messo il broncio e mi ha detto che la colpa è di quelli come noi che non compriamo Terra e non aiutiamo gli umani rimasti, anzi beviamo pure la loro acqua.

Poi però vede arrivare i tutor e scappa.

11:00

I tutor mi hanno impartito una lunga una lezione sui profumi di Terra. Quando non ne ho potuto più, mi sono alzato e ho detto che prima di decidere della compravendita volevo fare un altro giro del Resort, stavolta da solo.

Ho cercato il piccolo umano, ma non l’ho trovato. Mi è parso di vedere sua madre che correva nel parco. La polvere bianca mi sembra aumentare, e così il caldo.

18:47

Parto.

I tutor mi guardano mentre metto in moto i motori dell’Havicarya. Ho detto loro che prenderemo senz’altro in considerazione l’offerta, ma che per adesso ho visto troppo poco, e troppe cose strane, per siglare la compravendita di Terra. Mi hanno mostrato solo il Resort, e non riesco a trovare il piccolo umano.

Una brezza spira nel Resort Oasis. È prodotta dalle turbine del veicolo dell’Havicur. Le foglie dei platani si piegano sotto al peso della plastica sciolta.

La tutor si scuote la polvere bianca dalle spalle e torna nella veranda. Bisogna riparare gli uccellini e comunicare ai Manager la rottura della protezione contro lo Sbranapianeta. Gli altri la fissano in attesa di nuove indicazioni e della razione giornaliera d’acqua. Guardandoli, pensa che quel bambino dava al Resort un tocco di dolcezza e autenticità. Peccato che parlasse così tanto.

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