Mix tape di Federica Fracassi – Belleville News

Mix tape di Federica Fracassi

Mix tape di Federica Fracassi
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Mix tape: si chiamavano così le musicassette che gli amici si scambiavano negli anni Ottanta, mixando artisti e brani secondo il gusto e l’umore. Nelle “Mix tape” di Belleville un ospite ogni volta diverso consiglia i libri, le riviste, i podcast, i dischi, i film che più lo hanno appassionato e ispirato.
Questa settimana tocca a Federica Fracassi, attrice teatrale e cinematografica, che al nostro invito ha risposto così:

Festival: Presente indicativo per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali). Festival Internazionale di teatro del Piccolo Teatro di Milano diretto da Claudio Longhi (4-31 maggio 2022)
Il Festival accoglierà i protagonisti della scena europea e non solo, omaggiando simbolicamente i “giovani” Giorgio Strehler e Paolo Grassi, che diedero vita all’avventura del Piccolo Teatro nel secondo dopoguerra. Si passano in ricognizione le proposte che il mondo del teatro sta oggi elaborando in rapporto alla storica transizione in corso.  
Ecco solo alcuni nomi, artisti tra i più riconosciuti della scena internazionale: Costanza Macras, Mariano Pensotti, Sergio Blanco, Pascal Rambert, Serge Aimé Coulibaly, Marcus Lindeen, Christiane Jatahy… e molto di più. Un gesto che Milano aspettava da tempo dal teatro storico della sua città. Un mese di maggio per scoprire, confrontarsi, essere spettatori del presente.

Saggio: 
Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo di Vittorio Lingiardi (Einaudi, 2021).
Chi di noi non si trova imbrigliato nelle maglie del narcisismo? Chi di noi non pensa che sia solo “un problema degli altri”, che ci distruggono con la loro patologia? Lingiardi ce ne parla con passione, che intreccia a un’analisi spietata e lucida dei nostri comportamenti. Scrive da una prospettiva che non è mai univoca, ma al contrario caleidoscopica, complessa, arrivando a farci scoprire che il narcisismo può avere una pelle spessa e una pelle sottile. “Il narcisismo abita i nostri amori e tutte le relazioni. Può essere fragile o contundente. Finché cerchiamo di rinchiuderlo in una definizione, non lo capiremo. Occorre una bussola psichica per navigare nei mari insidiosi della stima di sé, tra isole che si chiamano Insicurezza, Egocentrismo, Rabbia, Invidia, Vergogna.”

 
Graphic Novel: Celestia di Manuele Fior (Oblomov Edizioni, 2019-2020).
Celestia è un capolavoro. Non avrei altra parola per descriverlo. È un mantra, un viaggio interiore, una visione da percorrere in silenzio nel segreto della sua acqua, che è quella trasfigurata dei canali di Venezia e di un mare inventato e parallelo di un mondo popolato da anime ferite e alla deriva. Vincitore del premio Yellow Kid e autore dell’anno ai Lucca Comics Award 2020 Manuele Fior continua la sua riflessione sulle “età dell’uomo” e sui possibili futuri. Tra queste tavole dai colori splendenti e leggerissimi è dell’infanzia il compito di prendersi cura di chi è rimasto solo, di connettere ciò che è separato, di guidare i fuggiaschi nel loro approdo a se stessi.
 
Poesia: Poemetti della sera di Aldo Nove (Einaudi, 2020).
Penso da sempre che Aldo Nove sia una delle voci più dirompenti della nostra poesia. La poesia che certo non è una forma così frequentata dal grande pubblico, ma che è detta segretamente e per questo così necessaria. Nei poemetti ritrovo l’Aldo Nove trasparente, vecchio e infante, che si stupisce e si addolora davanti alle storture del mondo, che fa della sua biografia storia universale e al contrario riporta le stelle nel palmo di una mano. Tutto con un ritmo da maestro. “Il giorno della mia morte|…|canteranno con me i fiumi, |le pietre, ogni atomo canterà| e avrà la mia voce|…|

Podcast: 
Vive! Storie di eroine letterarie che si ribellano al loro tragico destino di Alessandra Sarchi (2021 – presente).
Lo so, lo so, a questo podcast dò la mia voce. Ma spero mi perdonerete perché è di Alessandra Sarchi che vi voglio parlare. Della sua idea geniale e coraggiosa di trasformare in vita il tragico destino di alcune delle più note eroine letterarie occidentali. Per loro la morte in scena è sempre sembrata l’unico modo per raggiungere la gloria, una gabbia in cui si riflettono le convenzioni sociali che per secoli hanno relegato le donne al ruolo di madre, moglie o amante, e che nella morte, meglio se violenta, vedevano l’unica sublimazione possibile per il genere femminile. Questo podcast ripercorre da un lato la loro storia nota, ma dall’altro immagina una sorte diversa. Cosa sarebbe accaduto se a un certo punto del loro percorso avessero cambiato rotta e la morte non fosse più stata la conclusione ineluttabile?

> Leggi qui gli altri articoli della rubrica “Mix tape”.
 

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