Il testo vincitore della borsa “Prova di traduzione (dall’inglese)” – Belleville News

Il testo vincitore della borsa “Prova di traduzione (dall’inglese)”

Vincitore borsa Prova di traduzione
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Fabrizia Cattivelli è la vincitrice della borsa di studio di Prova di traduzione (dall’inglese), il corso con Gaja Cenciarelli, Silvia Pareschi, Marco Rossari e Gioia Guerzoni che si terrà in diretta streaming dal 16 marzo al 1° giugno 2022.

Il bando della borsa di studio chiedeva ai partecipanti di tradurre un brano tratto da Abundance di Jakob Guanzon (Greywolf Press, 2021). Ecco la versione in lingua originale:

It’s-a-girl pink. Too festive a color for the soap in a McDonald’s men’s room. Wrong color, anyway, just like it was eight years ago today. Michelle had been certain that the little boy now waiting out-side for Henry would be a girl. So certain that she’d handed Henry a pink-ribboned cigar, right before lugging herself out of the truck and onto a stretcher.
Henry’s thoughts scroll through a reverse inventory, its sum a taunt. The absentee list of birthday paraphernalia—balloons and streamers, candles and cake, a pile of presents, a pack of friends, a mother—seems to etch itself into the graffitied bathroom mirror. Henry’s burned a gallon of gas to drive them three towns east of the boy’s elementary school to this McDonald’s in particular. Not only for its PlayPlace, but because there’s no bus stop out front. No keypad code to ac¬cess the bathroom. This is one of the nicer locations, even if passing squalor has left a few stains in here. Mirror all carved up with phone numbers, initials, fuck u’s. Smack center, one jagged message of en¬couragement says, It gets better.

La traduzione, sebbene a tratti incerta, mantiene la fluidità e il ritmo dell’originale senza tradirne lo stile. La traduttrice mostra di avere una mano ispirata anche al cospetto di un esordiente con una cifra stilistica già tanto connotata.


Traduzione di Fabrizia Cattivelli

Color fiocco rosa. Troppo gioioso per il sapone nel bagno degli uomini di un McDonald’s. Colore sbagliato, comunque, proprio come quello di otto anni fa esatti. Michelle era sicura che il ragazzino che in questo momento sta aspettando Henry fuori sarebbe stata una bimba. Così sicura da dare a Henry un sigaro avvolto in un nastro rosa, appena prima di trascinarsi giù dal pick-up e su una barella.
I pensieri di Henry scorrono un inventario alla rovescia, la somma una presa in giro. La lista degli assenti dal corredo per compleanni — palloncini e festoni, candeline e torta, un mucchio di regali, un gruppo di amici, una madre — sembra imprimersi sullo specchio del bagno pieno di graffiti. Henry ha consumato quattro litri di benzina per guidare fino a questo preciso McDonald’s, tre città a est della scuola elementare del ragazzo. Non solo per la sua area giochi, ma perché non c’è nessuna fermata dell’autobus di fronte. Nessun codice da digitare per accedere al bagno. Questo è uno dei posti più belli, anche se qui dentro uno squallore di passaggio ha lasciato qualche macchia. Numeri di telefono, iniziali, fanculo incisi su tutto lo specchio. Dritto al centro, un unico messaggio di incoraggiamento a caratteri appuntiti dice: “andrà meglio”.

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