Mix tape di Vanessa Roghi – Belleville News

Mix tape di Vanessa Roghi

Mix tape di Vanessa Roghi
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Mix tape: si chiamavano così le musicassette che gli amici si scambiavano negli anni Ottanta, mixando artisti e brani secondo il gusto e l’umore. A quella tecnologia gloriosamente superata è intitolata la nostra rubrica: cinque consigli che spaziano dai libri alle riviste, dagli album musicali ai podcast, dalle newsletter ai film, a cura di un ospite ogni volta diverso. Un modo semplice ma bello per mescolare le curiosità, condividere le passioni.

La nostra terza ospite è Vanessa Roghi.

  • Film/documentario: The Velvet Underground di Todd Haynes (2021).
    Realizzato durante la pandemia, il film-documentario di Haynes non intende spiegare il fenomeno dei Velvet Underground, quanto piuttosto ricreare l’atmosfera in cui è nata e si è evoluta una delle band più influenti di sempre. Utilizzando come colonna sonora i brani del gruppo e alternando filmati d’archivio e interviste, il regista ripercorre le tappe più significative della storia dei Velvet, concentrandosi sui tre personaggi più emblematici: Lou Reed, John Cale e Nico. Nel maggio 2021 The Velvet Underground è stato presentato al 74° festival di Cannes.
  • Disco: Chelsea Girl di Nico (1967).
    Il titolo del primo album solista di Christa Päffgen, in arte Nico, fa riferimento al film Chelsea Girls di Andy Warhol, al quale la cantante stessa prese parte. Più acustico rispetto all’esordio con i Velvet Underground, il disco oscilla tra il folk tradizionale e sonorità psichedeliche anni ’60. Alla sua lavorazione contribuirono diversi artisti, sia Velvet che non, da Jackson Browne a John Cale, da Lou Reed a Sterling Morrison a Tim Hardin.
  • Serie Tv: Pretend it’s a city di Martin Scorsese e prodotta da Netflix (2021).
    A metà tra il documentario e lo one woman showPretend it’s a city (la cui edizione italiana si intitola Fran Lebowitz: una vita a New York) è una docuserie in sette puntate che ruota intorno alla personalità dirompente di Fran Lebowitz, iconica scrittrice americana e intellettuale anticonformista. Ciascun episodio è incentrato su un tema diverso (salute, sport, soldi, libri e così via) attorno al quale l’autrice conversa insieme a Martin Scorsese.  Puntata dopo puntata, quello che emerge è il ritratto di una città in preda a trasformazioni economiche e sociali profonde, sempre più complessa e difficile da raccontare, se non attraverso la memoria e la percezione di chi l’ha vissuta per cinquant’anni.
  • Narrative non fiction: Dreamland: The True Tale of America’s Opiate Epidemic di Sam Quinones (Bloomsbury Press, 2015).
    Sam Quinones è un giornalista americano noto per i suoi reportage sul Messico e sui messicani negli Stati Uniti. In Dreamland, Quinones indaga sull’esplosione del consumo di oppioidi in America negli ultimi vent’anni attraverso testimonianze e interviste a chi li ha assunti, a contadini messicani trasformatisi in imprenditori, a narcotrafficanti e medici. L’assunzione di oppioidi – uno su tutti: l’OxyContin – rappresenta per molti l’inizio di una vera e propria dipendenza e il profilo dei tossicodipendenti gradualmente cambia: non più poveri e emarginati, ma giocatori di football, studenti, professionisti, tutti membri della classe media americana.
  • Saggio: La minaccia stupefacente di Paolo Nencini (Il Mulino, 2017).
    Paolo Nencini, farmacologo comportamentale, ripercorre le principali tappe della diffusione delle sostanze stupefacenti in Italia, a partire dalla fine dell’Ottocento fino ad arrivare alle porte degli anni ’70. A differenza di altri Paesi (come la Francia e la Gran Bretagna) in cui si faceva già uso di oppio, morfina e cocaina, l’Italia conosce per la prima volta il consumo di cocaina con la Grande Guerra, quando inizia a comparire nei locali alla moda delle maggiori città. Nonostante i provvedimenti repressivi, il consumo di droghe aumenta e il traffico di stupefacenti diventa via via sempre più efficiente, fino all’esplosione dell’eroina qualche decennio dopo, tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70. Attraverso materiali d’archivio e attingendo alla letteratura sanitaria, Nencini propone una “Storia politica della droga in Italia” (così recita il sottotitolo) che getta nuova luce anche sulla storia sociale, sulla storia della medicina e dell’industria farmaceutica del nostro Paese.


> Leggi qui gli altri articoli della rubrica “Mix tape”.

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