5/12/2020 - 4:01

1000 hours of staring, il racconto di Marina Mander per La pagina bianca

 

 

Il 5 novembre esce in libreria La pagina bianca. Racconti degli scrittori di Belleville. Una raccolta che parla di memoria e di creazione, del coraggio di raccontare, del blocco dello scrittore, delle fonti misteriose da cui provengono le idee e del processo attraverso cui queste ultime possono trasformarsi in storie.
La pagina bianca, con il suo carico di potenzialità e di paure, è una soglia che ogni scrittore, affermato o esordiente, è chiamato ad attraversare.
In anteprima su BellevilleNews il racconto di Marina Mander 1000 hours of staring.

 

 

1000 hours of staring

di Marina Mander

 

Tra il 1992 e il 1997 l’artista americano Tom Friedman ha trascorso 1000 ore contemplando una pagina bianca, il corrispettivo di 41,6 giorni, poi l’ha appesa a una parete di una qualche galleria, forte del fatto che all’epoca le sue quotazioni si aggiravano intorno al mezzo milione di dollari. L’ha intitolata 1000 hours of staring e ha aggiunto una didascalia: “A blanck piece of paper stared at by the artist for 1000 hours”.

Prendiamola come un’opera tremendamente concettuale che ha il pregio di dirci: non siamo soli, come donne, come uomini e come artisti. Nonostante le aste di Cristhie’s, anch’io, Tom Friedman from Saint Louis-Missouri, resto paralizzato di fronte a un pezzo di carta vuoto. Amico, capisco i tuoi dubbi e le tue incertezze, le tue ambizioni e le tue miserie, Tom è con te, Tom ti pensa anche mentre sorseggia drink e assaggia orrende tartine al cetriolo da Miuccia. Per sapere quali fossero le quotazioni di Tom Friedman ai tempi della suddetta opera, ho chiamato un amico gallerista che ha consultato i siti d’asta e poi mi ha detto, non riuscendo davvero a capire perché mi servisse l’informazione e non senza una certa soddisfazione: comunque adesso non vale più una cicca. L’informazione mi serviva per iniziare in un modo o nell’altro a scrivere di pagina bianca sulla pagina bianca, perché sono ossessionata dal fact checking, e anche, più prosaicamente, perché volevo davvero sapere quanto può valere una pagina bianca d’artista, per non sparare cifre a caso e fare due conti.

Naturalmente Tom Friedman è un artista visivo, altra storia, solo un artista visivo può compiere l’errore di considerare la pagina bianca un quadrato 32,5 x 32,5 inch, uno scrittore sa benissimo che il panico della pagina bianca si misura moltiplicando 21 x 29,7. Il panico dello scrittore non è un panico quadrato, è un panico vertiginoso in cui l’altezza è superiore alla base, l’altezza delle aspettative di base, e produce baratri in proporzione. Così, tutte le volte in cui parlerò della paura della pagina bianca mi riferirò al foglio A4, e non importa se si tratti invece di affrontare una schermata, la schermata si schermisce, la pagina bianca sbianca di fronte all’autore pallido e assorto, comunque sia, è sempre un brancolare nel buio.

Ma di Tom Friedman ricordo anche un’altra opera, datata 1990, esposta alla Fondazione Prada: due fogli strapazzati allo stesso modo appesi al muro nudi e crudi, forse per dire che tutte le pagine bianche si somigliano, ma alcune sono più infelici di altre. L’opera in questione: Untitled – two identically wrinkled sheets of paper.

Nemmeno lo sforzo di un titolo!
Tutto questo per dire che ci sono modi più bizzarri per trarre vantaggio da una pagina bianca, più remunerativi a volte, e val sempre la pena di farci un pensierino, cioè di chiedersi se con quella pagina bianca non sia meglio fare altro, decontestualizzarla e farne un ready-made, per esempio, o piegarla in quattro per non far traballare la scrivania, alla bisogna.
Eppure eppure…un bel giorno uno scrittore che sicuramente conosce il panico della pagina bianca domanda a me e a altri che probabilmente come me si sono più volte chiesti e adesso cosa scrivo? di scrivere qualcosa sul panico della pagina bianca per incoraggiare, immagino, gli aspiranti scrittori di una scuola di scrittura che hanno il panico della pagina bianca a superare timori e tremori. La mise en abyme della paura, insomma.
Siccome sappiamo dai tempi delle medie che il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare (al massimo può iniziare a detestare l’anacoluto), ho pensato che l’unica via di scampo fosse il non prendersi troppo sul serio, assumere un atteggiamento contro-fobico come quelli che hanno il terrore di rimanere prigionieri di un ascensore e allora si chiudono in una cassapanca per vedere se resistono.
Aforismi, nonsense, calambour, bric a brac e tricche tracche, citazioni palesi e nascoste, possibili incipit e explicit senza scampo, racconti minimi tra il serio e neanche un po’, intorno a quei 623,7 maledetti centimetri quadrati.
Io ne ho inventati un tot, ma voi potete continuare, tanto per esorcizzare o per iniziare da qualche parte. C’è una pagina bianca apposita alla fine del capitolo.

La pagina bianca è la somma di tutti gli scrittori.

La pagina bianca, sono due: fronte/retro.

Due modi sicuri per sporcare la pagina bianca: esergo e epistassi.

1 pagina bianca può contenere mediamente 1800 battute d’arresto.

La pagina bianca è solo un’impasse. Poi, pass.

La pagina bianca è l’alba delle parole.

Pagina bianca o della primavoltità. (Omaggio a Bobi Bazlen)

Lo scrittore esordiente, delicatamente, si accostò alla pagina ancora vergine. Nove mesi dopo venne alla luce un romanzo pieno d’errori e d’amore.

Lo scrittore impotente fissava da giorni la pagina bianca tutta nuda. Anni dopo la pagina bianca lo denunciò per molestie sessuali.

Lo scrittore innamorato desiderava comporre poesie d’amore per la sua adorata. Ma la pagina bianca era troppo gelosa.

Lo scrittore maiuscolo scriveva romanzi in maiuscolo su personaggi maiuscoli. Non temeva la pagina bianca, era la pagina bianca ad aver paura di lui.

Lo scrittore bambino piegò la pagina bianca e ne fece un aeroplanino.

Lo scrittore in Potenza pensava che a Milano ci fossero più possibilità. Prese un treno, appoggiò la pagina bianca sul tavolino del Freccia Rossa ma il treno deragliò, 21,5 km dopo, all’altezza di Limitone.

La pagina bianca è lo spazio tra narravita e narrativa.

Basta! Sei un buono a nulla! Sempre a fissare la pagina bianca! Lui la ammazzò a colpi di risme intonse.

La pagina bianca sognava di sposare un devoto Oli.

Lo scrittore che scambiò la pagina bianca per un bordello.

La pagina bianca è l’autobiografia del nulla. Lo scrittore degli atti mancati non mancò mai un talk show.

La pagina bianca è bianca come un cadavere! Chi l’ha uccisa? Io no, lo giuro, disse lo scrittore pusillanime, non ho nemmeno alzato la penna!

La pagina bianca è bianca come un fantasma. Ci vuole un ghost-writer, pensò lo scrittore-calciatore. Risultato: un milione di copie.

La pagina bianca è bianca come un lenzuolo. Lo scrittore, poiché era notte fonda, si infilò sotta alla carta e si addormentò. Sognò di essere andato per molto tempo a letto presto.

Gli psicanalisti hanno ricondotto il panico da pagina bianca a una fissazione libidica allo stadio (b)anale.

Scoperta scientifica: una penna può veicolare 46000 germi, più dell’asse del water. Bianca Pagina telefona, in preda al panico, a sua cugina Igienica Carta.

Comunque, la pagina bianca fa meno paura di Jack Torrance.

Da giorni e giorni scrutava la pagina bianca in cerca d’ispirazione. La pagina bianca, a poco a poco, diventò grigia di polvere. Solo allora lo scrittore, con il dito indice, scrisse: LAVAMI!

Lo scrittore timido davanti alla pagina bianca chiede scusa al mondo. Lo scrittore indeciso aspettò così tanto che la pagina bianca incanutì. E poi, lo scrittore uccise la pagina bianca a colpi di Bic, di clic, di crick. La pagina bianca sta sul cazzo un po’ a tutti.

Uso alternativo della pagina bianca: tagliarsi le vene con i bordi.
La pagina bianca si fa carico di tutti i peccati del mondo ma è meno famosa. Pagina bianca: neanche un reffuso da temere.

Lo scrittore lacrimoso rammollì anche la pagina bianca.

Il candore della pagina bianca è disarmante.

Scrittore alle prime armi: sul ponte sventola, pagina bianca.

Scrittore in crisi confessa al suo editor il terrore della pagina bianca. Vedrai, l’anno prossimo, con i rendiconti!

Hai pagina bianca, disse il direttore editoriale allo scrittore del quale non gli importava nulla.

Ultima ora: scrittori indicono sciopero della pagina bianca per protestare contro la lorda percentuale di spettanza sul prezzo di copertina. Non se ne accorge nessuno.

Uno scrittore umoristico volle accattivarsi la pagina bianca con l’inchiostro simpatico.

L’esordiente, che non aveva mai letto niente, non temeva la pagina bianca.

La pagina bianca guardò l’autore scuro in volto e approfittò del primo refolo di vento.

Crisi esistenziale: è una pagina bianca o un selfie?

Pagina bianca: specchio delle mie trame.

Per superare la paura della pagina bianca è necessario dimenticarsi di sé.

La pagina bianca è il sushi della letteratura.

Il professore di letteratura aveva paura della pagina bianca. Si comprò una lavagna, si tagliò le unghie per bene e poi scrisse: light of my fire, fire of my lombs.

Lo scrittore new age confessa al suo guru un vuoto di idee. Il vuoto è fertile, gli risponde il guru. All’alba, dalla pagina bianca, spuntano germogli di quinoa.

Lo scrittore appoggia la pagina bianca sulla scrivania. Il gatto si siede in giustezza. I gatti non temono le pagine bianche.

Pagina bianca cita in giudizio scrittore di gialli incompiuti. La pagina bianca, solitudine non detta.

Duemila incipit in mente e non una parola sulla pagina bianca. Allo scrittore cadde la testa sul foglio, di lui resta solo una breve stria di lumaca.

La pagina bianca si mostrava indifferente ai dolori del giovane scrittore. Per vendicarsi di lei, il giovane scrittore li raccontò tutti, ma proprio tutti.

Panico da pagina bianca: tra un capoverso e una Caporetto.

Proverbio zen 1: quando il ricordo si staglia nella pagina bianca, ci sono comignoli che si stagliano nel cielo.

Proverbio zen 2: ci sono più cicche in un portacenere che parole su una pagina bianca.

Proverbio zen 3: bisogna svuotare molti bicchieri per riempire una pagina bianca (mentre gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche).

La pagina bianca produce rumore bianco, parole che ronzano senza posa. Quante pagine bianche può contenere un blocco dello scrittore? Vendesi: blocco dello scrittore mai usato.
Pagina bianca: a banca piangi.

Enif allad eraizini acnaib anigap alled eromit li erarepus rep.

Primavera 2020: ora il mondo è una pagina bianca ma il mare è ancora una tavola blu.

Per sconfiggere il panico da pagina bianca è necessaria un’ispirazione. Poi si espira, poi si butta fuori tutta l’aria fritta.

Lo scrittore della domenica passava la domenica a contemplare la pagina bianca. Quello del lunedì, il lunedì andava a lavorare e rientrava a casa troppo stanco per scrivere.
Quello del martedì, la sera aveva tennis.

Quello del mercoledì aveva un terribile mal di testa.
Quello del giovedì aveva un amante.
Quello del venerdì era superstizioso.
Quello del sabato, ogni sabato pensava fosse già domenica.

Pagina bianca: la terra di nessuno di tutti.

Pagina bianca al crepuscolo: non amo che i romanzi che non scrissi.

Miracolo della pagina bianca: a un tratto viene l’idea che si scrive da sola.

Man mano che lo scrittore proseguiva la sua storia assai bella, la pagina bianca moriva, dolcemente, tra le sue mani.

Al vecchio scrittore, nonostante avesse scritto tanto, tremavano le mani davanti alla pagina bianca. Ma non era la prima, era l’ultima, quella che fa più paura.

È la mia anima una pagina bianca formato A4?

 

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Marina Mander è una scrittrice triestina, vive a Milano. Tra le sue opere di narrativa: Ipocondria fantastica (Transeuropa 2000, et al. 2012); Catalogo degli addii (Editions du Rouergue, 2008, et al. 2010); La prima vera bugia (et al. 2011, Marsilio-Universale Economica Feltrinelli 2019), pubblicato in diversi paesi europei e negli Stati Uniti e adattato per il teatro con il titolo A corto di bugie; Nessundorma (Mondadori 2013, finalista al Premio Rapallo-Carige); Il potere del miao. I gatti che mi hanno cambiato la vita (Mondadori 2015, Bertelsmann Verlag 2016); L’età straniera (Marsilio 2019) candidato al Premio Strega.

 

 

 

 

 

 

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